La personalizzazione dei prodotti nel settore sanitario

di Thomas Aichner

23 novembre 2016

Presente e futuro

Da migliaia di anni l’uomo effettua produzioni di massa: dalle pietre per la costruzione delle piramidi nell’antico Egitto, agli orci nell’Impero Romano o ai libri a partire dal Quattrocento. La rivoluzione industriale del Settecento ha introdotto poi l’era della macchina, portando successivamente alla produzione di massa industrializzata che, grazie alla tecnica della catena di montaggio e altre innovazioni, ha continuato ad aumentare la produttività. Una celebre frase di Henry Ford del 1909 fa capire che a quei tempi non c’era proprio spazio per la personalizzazione di prodotti o, più in generale, per l’individualità: “Ogni cliente può avere una Ford T di qualunque colore desideri, purché sia nero.”

Fino a pochi anni fa comprare prodotti adattati alle proprie esigenze, come ad esempio un vestito o un mobile su misura, era un privilegio per benestanti. Gli altri ricorrevano a prodotti di massa, anche se non si adattavano perfettamente all’ambiente o il colore non era di loro gradimento. Da ca. 20 anni i presupposti sono tuttavia cambiati. Farsi fare un vestito di sartoria costa sempre tanto, ma è aumentato il numero di imprese che producono merce individualizzata con la stessa efficienza della produzione di massa, e che possono pertanto offrire questi prodotti a prezzi sempre più convenienti.

Dietro termini personalizzazione di massa (in inglese mass customization) si cela la capacità delle aziende di produrre singoli prodotti secondo le esigenze e richieste specifiche dei clienti, senza che per questo il prezzo superi di molto quello della merce di massa. In molti casi il prodotto personalizzato ha addirittura lo stesso prezzo del prodotto standard. Ciò è reso possibile dalla combinazione dell’internet con sistemi computerizzati moderni, robotica e stampanti 3D che permettono di automatizzare quasi tutte le fasi di produzione, dalla progettazione fino alla produzione e alla fornitura. Il cliente, visitando un certo sito, adatta sulla pagina prevista il proprio prodotto con un configuratore online: l’ordine personalizzato confluisce quindi in modo automaticamente nel piano di produzione, e viene fornito direttamente a domicilio.

Quasi sempre il cliente, scegliendo di individualizzare il suo prodotto, vuole esprimere al meglio la propria personalità (ad esempio combinando colori preferiti, modelli di stampa o materiali nel settore della moda) o soddisfare i propri gusti (ad esempio attraverso determinati ingredienti per un muesli personalizzato o creazioni individualizzate di cioccolata). Particolarmente interessante è tuttavia l’ambito medico e ortopedico, che spesso richiede produzioni su misura che possono facilitare la vita quotidiana agli interessati.

Un esempio è rappresentato dalle maschere anti-russamento su misura, offerte tra le altre dall’azienda americana Metamason, Inc. e prodotte con la procedura di stampa in 3D. Dato che ogni naso è diverso dagli altri, i clienti possono scannerizzare il proprio viso attraverso una speciale app per smartphone, dopodiché viene prodotto un modello e quindi la maschera anti-russamento. Altre produzioni su misura sono, ad esempio, gli occhiali da vista, gli ausili di deambulazione o gli apparecchi acustici che vengono prodotti in modo analogo.

Anche chi utilizza la sedia a rotelle spesso lamenta problemi evitabili con una giusta individualizzazione. Nella figura 1 è illustrato un configuratore di prodotto dell’azienda italiana Rehateam S.r.l., che permette di scegliere la composizione, la dimensione dei singoli pezzi, le distanze e i colori. In questo caso si tratta di una cosiddetta personalizzazione modulare con possibilità di scegliere tra varie dimensioni di seduta (36, 39 o 42 cm). Ancora più avanti va il progetto dell’azienda Layer di Londra che intende produrre le carrozzine denominate GO wheelchair completamente in stampa 3D, con precisione millimetrica.


Figura 1: Configuratore di prodotto per carrozzine (fonte: Rehateam S.r.l.)

In futuro potrebbe anche essere possibile predisporre farmaci su misura, evitando così il problema dei dosaggi e delle rispettive controindicazioni. Ci sta lavorando l’azienda americana 23andMe, Inc: il paziente ordina un set di prova a casa e spedisce un campione di saliva al laboratorio, che ne estrae il DNA per elaborare un profilo genetico (la cosiddetta impronta genetica, vedi figura 2). Per il momento dal DNA si sta estrapolando semplicemente un albero genetico, ma in futuro potrebbe anche essere possibile riconoscere e trattare le malattie croniche in modo più rapido ed efficace.


Figura 2: Grazie all’analisi del DNA in futuro potrebbero essere elaborati farmaci su misura del cliente (fonte: 23andMe, Inc.)

 

Immagine: CC0 1.0 Universal, www.unsplash.com

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